IL LIPOFILLING

Professionalità, esperienza e sicurezza per ridare al tuo corpo i giusti volumi e farti sentire più giovane e bella

Mario Dini

Lipofilling e Radioterapia

Recenti studi hanno messo in dubbio il dogma delle relative controindicazioni della radioterapia dopo ricostruzione protesica e hanno discusso circa il ruolo del trasferimento di grasso nella rigenerazione tissutale (Panettiere et al. 2009).

Molti autori scoraggiano l'uso di protesi per la ricostruzione del seno irradiato per l'alto tasso di complicanze (la radioterapia può infatti aumentare i rischi di infezione, contrattura capsulare e fallimento dell'impianto) e, in queste circostanze, qualora il paziente sia idoneo all'intervento, raccomandano la ricostruzione con tessuto autologo.

Recentemente, Panettiere e altri hanno esaminato gli aspetti sia funzionali sia estetici del lipofilling nella ricostruzione mammaria su 61 pazienti con seno ricostruito irradiato. Venti pazienti sono stati sottoposti a sessioni multiple di lipofilling (ramo attivo), mentre gli altri sono stati considerati i controlli. Il grasso è stato prelevato dall'addome, dai fianchi o dalla regione troncaterica, raccolto mediante una siringa e processato attraverso il lavaggio con soluzione salina (non è prevista la centrifugazione).

Tre mesi dopo l'ultima sessione di lipofilling, il risultato funzionale è stato valutato utilizzando il sistema di punteggio LENT-SOMA che è considerato il più valido strumento per l'analisi degli effetti tardivi della radioterapia, mentre una scala visiva a 5 punti (5=molto buono; 4=buono; 3=accettabile; 2=povero; 1=molto povero) ha permesso la valutazione del risultato estetico. Lo studio ha rivelato un significativo miglioramento in tutti i punteggi LENT-SOMA dopo il trasferimento autologo di grasso; gli scores dopo il trattamento si sono rivelati significativamente più più bassi di quelli prima del trattamento e significativamente inferiori a quelli dei seni non trattati. Allo stesso modo, i risultati estetici sono stati notevolmente potenziati dopo lipofilling seriale.

Nessuna complicazione si è verificata nei casi trattati (Panettiere et al. 2009). E' stato inoltre osservato che il trasferimento autologo di grasso riduce il rischio di fibrosi e contrattura capsulare, anche se il meccanismo rimane ancora da definire (Panettiere et al. 2009). Simili risultati sono stati ottenuti da Salgarello e altri che hanno posto l'attenzione su un trattamento alternativo nel campo della chirurgia oncoplastica mammaria, consistente in iniezioni di grasso prima del posizionamento dell'impianto (Salgarello et al. 2009).

Sei mesi dopo l'ultimo trattamento con radiazioni, due pazienti rispettivamente sottoposti a lumpectomia e mastectomia radicale modificata hanno subito due sessioni di iniezione di grasso (in accordo con la tecnica di Coleman) prima dell'inserimento dell'impianto, con un intervallo di 3 mesi tra le sessioni, e successivo posizionamento dell'impianto 3 mesi dopo l'ultima iniezione di grasso. In entrambi i casi non si è verificata alcuna complicazione post-operatoria a breve o lungo termine, con alta soddisfazione da parte dei pazienti.

I risultati preliminari ottenuti, in particolare l'assenza di contrattura capsulare, un’importante complicazione a lungo termine, sono prova significativa del fatto che l'iniezione di grasso nei tessuti irradiati prima della ricostruzione protesica riduce le complicazioni radiazione-correlate sull'impianto e migliora la qualità della pelle e dell'ambiente tissutale dopo radioterapia. Studi più ampi saranno comunque necessari per confermare tali osservazioni (Salgarello et al. 2009).