IL LIPOFILLING

Professionalità, esperienza e sicurezza per ridare al tuo corpo i giusti volumi e farti sentire più giovane e bella

Mario Dini

Principali applicazioni delle ASCs

Le cellule staminali derivanti dal tessuto adiposo (ASCs, Adipose-Derived Stem Cells) favoriscono e velocizzano la guarigione delle ferite, ulcere e difetti cutanei (Nambu M et al. 2009), migliorano la pigmentazione della pelle, promuovono la crescita dei capelli attraverso l’attivazione delle cellule vicine, sono utilizzate per il trattamento rigenerativo di difetti estesi del cranio causati da traumatismo e per il trattamento di difetti del volto dovuti a traumi o semplicemente all’età (Stosich M.S. et al. 2007). Inoltre, possono essere impiegate nel trattamento delle articolazioni artritiche o partecipare alla ricostruzione articolare.

La rigenerazione del tessuto adiposo è molto promettente nella ricostruzione del seno in pazienti che hanno subito una mastectomia per cancro della mammella (Griffith L.G et al. 2002) e trattamento con radioterapia.

E’ noto da tempo che la radioterapia per il trattamento delle pazienti con cancro al seno non è priva di effetti collaterali: può infatti aumentare il rischio di fallimento nella ricostruzione del seno post-mastectomia effettuata sia con lembo autologo sia con l’impianto di protesi (Bentzen S.M et al. 1989), può aumentare la possibilità di infezioni a livello del sito irradiato e la possibilità che si verifichi contrattura capsulare attorno alla protesi. Studi clinici effettuati su donne con danni da radioterapia effettuata dopo resezione del cancro al seno tramite mastectomia, hanno dimostrato che con le ASCs si possono raggiungere risultati davvero promettenti.

Pazienti con un danno da radioterapia di quarto grado, hanno mostrato un netto miglioramento della zona ulcerata, con casi di regressione al grado 1 o di guarigione completa; da un danno di terzo grado caratterizzato da fibrosi, atrofia e retrazione capsulare, tramite l’impiego di ASCs, è possibile ottenere una remissione completa della sintomatologia; esami strutturali hanno evidenziato che da un tessuto leso contraddistinto da aspetto fibrotico, ispessimento della membrana basale dei vasi, ectasia del lume vascolare con cellule endoteliali picnotiche e citoplasma abbondante, accumulo di collagene e accumulo di detriti cellulari, si passa ad un tessuto sano nell’arco di un anno dal trattamento con lipoaspirato (Rigotti G et al. 2007).

Altri studi hanno invece sottolineato l’importanza dell’impianto di lipoaspirato contenente ASCs nella riduzione delle contratture capsulari attorno alla protesi (Rigotti G et al. 2007; Panettiere P et al. 2009). Normalmente attorno alla protesi si realizza una reazione tissutale definita “da corpo estraneo” con la formazione di una capsula cicatriziale che può andare incontro a retrazione e talvolta dare calcificazioni. Come conseguenza si hanno indurimenti dolorosi della capsula e deformazioni del seno che rendono necessarie la rimozione e la sostituzione della protesi. La radioterapia a cui la donna affetta da cancro al seno si sottopone, innescando fenomeni di reazione tissutale con apporto di cellule infiammatorie, formazione di edema e fibrosi con accumulo di collagene e attivazione dei fibroblasti, aumenta la probabilità che si instauri una retrazione del tessuto cicatriziale. L’impianto di lipoaspirato contenente ASCs riduce notevolmente tale probabilità con un meccanismo che ad oggi non è ancora stato chiarito.

Klinger e collaboratori hanno ottenuto ottimi risultati anche nel trattamento di diversi casi di estese cicatrici del volto riconducibili a ustioni di secondo e terzo grado. Generalmente la terapia di questo tipo di cicatrici crea non pochi problemi a causa dei fenomeni di fibroplasia, ipertrofia e insorgenza di cheloidi dovuti alla risposta infiammatoria che fa seguito alla facile infezione del tessuto. Dopo l’infiltrazione di grasso è stato invece notato un netto miglioramento della mimica facciale, della distensione delle pelle lesa e della riacquisizione di una certa morbidezza ed elasticità della cute. Esami istologici rivelano la deposizione di nuovo collagene, ipervascolarizzazione cutanea, iperplasia del derma e un ritorno alla rappresentazione quasi normale degli annessi cutanei. Responsabili di questi effetti, e quindi capaci di migliorare la qualità delle cicatrici, anche di quelle più problematiche, sembrano essere le cellule staminali autologhe presenti nel grasso trapiantato.

Per tutti questi motivi si ritiene oggi che il tessuto adiposo rappresenti una fonte ideale di cellule staminali utilizzabili in futuro per la generazione e la ricostruzione di una grande varietà di organi e tessuti. Queste cellule sono facili da isolare, hanno un potenziale differenziativo multiplo e una crescente capacità di proliferare ed espandersi in coltura; inoltre, sono cellule autologhe e di conseguenza eliminano qualsiasi problematica di tipo immunologico ed etico.